giovedì 16 agosto 2012

La Statua di S. Rocco a Scilla

S. Rocco

Intorno alla statua di S. Rocco dell'omonima chiesa di Scilla che sovrasta il maestoso altare maggiore, ruotano diverse leggende che spesso si intrecciano con la storia reale. L’importanza artistico-culturale deriva innanzitutto dall’epoca a cui risale – tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo - in secondo luogo dalla sua città di provenienza - Venezia - ed infine dalla sua pregevole fattura. La statua marmorea di San Rocco fu la prima effige raffigurante il Santo pellegrino che ebbe Scilla. Il periodo a cavallo tra la fine del ’400 e l’inizio del ’500 vide la terra di Calabria ed in particolar modo il Reggino, devastata dal morbo della peste. 
Scilla miracolosamente ne uscì indenne (come avvenne del resto anche nei secoli successivi) e i marinai scillesi che intrattenevano rapporti commerciali con Venezia vennero a conoscenza dell’esistenza di un Santo protettore contro la peste i cui resti mortali erano conservati proprio nella città veneta. Riconoscendo allora la particolare protezione esercitata da San Rocco nei confronti della loro città, gli scillesi decisero di introdurre il culto al Santo Pellegrino, elevandolo a patrono della città, in luogo di San Giorgio che lo era stato fino a quel momento e che ancor oggi dà il nome al quartiere principale della città. 
Grazie agli intensi rapporti con i veneziani, dovuti appunto all’attività commerciale, gli scillesi chiesero ed ottennero due reliquie del Santo tuttora conservate presso la sua chiesa, e portarono una bellissima scultura marmorea che lo raffigurava, di stile bizantino-veneziano. 
La statua poggia su un bassorilievo ad ornato ed entrambi sono di marmo pario greco a grana finissima ed è ad altezza naturale. Con la mano destra sorregge il bastone, mentre con la sinistra indica la piaga sanguinante. L’interno della tunica è dipinto di un verde intenso così come gli orli, mentre i capelli sono dorati. Alla sua sinistra è scolpito un angioletto che mostra il segno del morbo pestifero (il cane con il pane in bocca sarà rappresentato solo in epoca più recente) ed indossa una graziosa tunica con gli orli dorati così come dorati sono anche i suoi lunghi capelli.

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